Nästa

Vorrei scrivere che in questi ultimi giorni siamo stati a salutare la città, Gamla Stan, i mercatini di Natale, l’acqua, la nostra pasticceria preferita…ma non è vero, siamo stati a casa. M. ha il raffreddore, nevischia spesso e oggi ha davvero nevicato. Speriamo che non nevichi troppo domattina. Oggi F. è stato a comprare una valigia in più perché le nostre non bastavano. Adesso non ci basteranno le braccia per portarle. Lars e sua moglie Eva hanno bussato per salutarci prima che lo facessimo noi, eravamo ancora in pigiama e sconvolti. Abbiamo ascoltato tutto il giorno la colonna sonora di Encanto, qualcuno ballava, qualcuno piangeva, nessuno dormiva, mai. L. ha scarabocchiato il foglio su cui era appuntato il numero di prenotazione del taxi per l’aeroporto. Speriamo. Non ho avuto tempo per pensare a niente. Non so come mi sento. È nato il piccolo A. ed è stata un’emozione bellissima, l’unica decifrabile nel tumulto della giornata. L. stasera, dopo un’ora e quaranta di protocollo nanna precocemente attivato, ha annunciato “No, non posso dormire. Non ce la faccio. Sono troppo eccitata che partiamo”. Abbiamo scherzato sul trenino che ci portava in centro da qui, Möt (destinazione): Stockholm City, Nästa (prossima fermata): Stockholm Odenplan. Mi fa ridere come lo diciamo. Abbiamo la certezza assoluta che se non teniamo gli occhietti chiusi per un po’, domani non ci faranno salire sull’aereo. Quindi chiudo gli occhi.

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