Solstizio d’estate. Muoversi con luce.
Siamo stati alla festa di fine anno della scuola di L. Il giorno dopo, a quella della scuola di M. Alla pizzata con la classe di L, in forma di picnic al parco, con teli e birre e biciclette e persone preziose che fanno vite normali. C’erano anche un senzatetto che abita lì ai giardini – non risponde al nostro saluto – e una bambina dentro un ventre tondo, pronta a nascere. E’ nata due giorni dopo. Giugno è un mese bellissimo. Un mese corto e caldo. Ma dell’assenza dell’aria condizionata nelle scuole pubbliche chi dovrebbe occuparsi? Il Ministero dell’istruzione o quello della salute? Siamo stati a fare il primo giro in bicicletta con L da sola sulla sua bici minuscola e senza rotelle, la seguivo da dietro e mi sono emozionata molto. In giardino le maestre organizzano giochi d’acqua per provare a rinfrescarsi. C’è già aria di vacanza. “Ma se c’è la festa di fine anno, vuol dire che domani la scuola è finita?”. E invece continua, ancora per un po’.
Quanto devi alle scuole che hai fatto? Soprattutto, agli insegnanti e alle insegnanti che hai incontrato? Tu ti ricordi quando è stato che ti si sono aperti gli occhi? Che il tuo sguardo è cambiato?
Siamo stati al parco di Villa Ghigi a fare un altro picnic molto tardi. C’era un tramonto di fuoco. C’erano le lucciole. “Quando andiamo al mare?”. Dopo il picnic, M voleva andare a dormire a casa di nonno T e nonna A. Forse. Sul dormire abbiamo sempre molti ripensamenti.
Ti senti conformista, tu che sei sempre stata brava a scuola?
E’ vero che il nostro sistema scolastico premia il conformismo?
E che cos’è il merito?
“Mamma ma secondo te il cielo soffre il solletico?”
Avrò dato tutti i soldi per i regali alle maestre?
Sabato mattina in punta di piedi L ed M sbirciavano in salotto, dove la zia R ed A dormivano sul divano-letto, in un transito felice, in un couch surfing che mi fa sentire giovane. Hanno portato la provola e le mozzarelle e anche i pomodori per fare la caprese perché zia R ha intuito la mia incapacità di rispettare le liste della spesa. Nonno P è disperso in Cilento ma ci ha mandato dei buonissimi biscotti alla nocciola dal suo viaggio nella Calabria bizantina.
“Mamma sei molto triste che non puoi mai guardare le illustrazioni dei libri perché devi sempre leggere le parole?”
Siamo stati a Ferrara a trovare i nostri amici stoccolmesi, ci siamo riparati (mi sono sentita riparata) dietro le enormi magnolie che circondano le finestre della loro cucina. L’insegnamento è portare luce. E dubbi, ovviamente dubitare.
(“Il merito è saper restare fedeli al proprio desiderio”).
Alla festa di fine anno di L ero seduta accanto ad una coppia, lei ha filmato tutta l’esibizione dei bimbi “piccoli” e “grandi” uscenti (se non riconosci un’emozione, forse è perché stai crescendo).
Lui era scettico. “Perché stai facendo un video di venticinque minuti di questa cosa? Sai che non lo riguarderemo mai, vero?”.
