Guardia tranquilla

Stasera F. è di turno in ospedale. Spero una guardia tranquilla. Qui a casa regnano il silenzio, il caldo ed uno strano ordine. Quando lui è a casa tutto il giorno succede così. M. ed L. dormono nel lettone. Strappo alla regola (non avrei le forze per alzarmi più volte, più tardi, e poi qualcuno ha un bisogno di mamma più acuto stasera, succede). L. mi ha chiesto se non mi desse fastidio dormire con una catenina al collo. In effetti sì. – Ti sveglia?

Dopo averle addormentate mi sono messa al pc e foto orribili sono balzate dallo schermo dentro la cucina, dentro questo ordine, questo bianco. Dentro la mia testa.

Ieri sera siamo stati a cena a casa di amici. C’era anche Innamorente. Che parla poco e ascolta tutto. Anche quello che non si dice. I bambini strillavano e facevano spettacoli musicali che noi non seguivamo. Qualcuno raccontava qualcosa delle vacanze. Io raccontavo parole brutte sentite al lavoro negli ultimi giorni, o forse le parole brutte erano le mie. Qualcuno ascolta facendo altro, qualcuno ascolta con il corpo e con gli occhi socchiusi, con talento, sarà perché fa lo psichiatra. Quanto siamo fortunati ad avere negli amici delle casse di risonanza che ti parlano anche senza dire niente, nel lasciarti parlare a vanvera. Qualcuno ha detto la parola boicottaggio. Le parole sono già azione.

Ho provato ad andare a dormire, ma in questo momento per me nel lettone non c’è spazio. Le ho trovate che dormono abbracciate, in obliquo. Le guardo e aspetto. La mia guardia tranquilla.

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