Difficile

Di che colori hai gli occhi, ho chiesto mentalmente ad un coniglio. Quanto sei bello. Quanto sembri morbido, soffice. Ti accarezzerei. Ma forse mi morderai. Sicuramente mi morderai. Non sei nemmeno un coniglio. Che cosa sei?
Com’è la tua vita di roditore?
Facile? Difficile?
Anche allo zoo. Forse proprio allo zoo. Più facile, dai, più semplice che per gli umani.
Per gli umani è abbastanza difficile.
La vita facile non esiste, ok.
Ma qui è davvero un casino.

Ragionano meglio i bambini. Intuitivi, dritti e sinceri. Conversazioni, domande essenziali e risposte quasi mai all’altezza. Quando colpiscono nel segno stiamo sul vago. O mentiamo. 

“Perché quel signore ha detto così?”
“Perché è un uomo con la pistola. Gli uomini con la pistola spesso pensano che la pistola dia loro anche ragione, ma non è detto”
“Non le farei questi discorsi a quattro anni”
“Io ho paura delle pistole!”
“Anche io”

(Questo se provi a non mentire. Mai. Quasi mai. Con l’età impari che mentire non serve effettivamente a niente. Anzi, fa male al cuore).

“Stasera lavoro un po’, devo preparare delle slides”
Ci sdraiamo di fianco, esuli sul letto della zia R., pc in grembo. Siamo a Napoli. C’è un po’ di pastiera nel mio stomaco e questo è dolce, ed è un bene.
Mi cade lo sguardo su un cervello disegnato in un angolo. “Use it”.
Non dovrebbe stare in un angolo. Mai.

(Il sospiro di sollievo è durato appunto il tempo di un sospiro. Non abbastanza).

Roditore mio ti prometto che proverò a insegnar loro a non accontentarsi di nessun non abbastanza.
Sarà difficile.
Lo è già.

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