Giallo

Il ponteggio è stato smontato. La nostra casa è gialla, come quella di Pippi a Junibaken.
“Mamma, torniamo a Stoccolma?”. Volentieri amore. Forse in aprile torniamo, qualche giorno solo, giusto il tempo di placare un po’ la nostalgia, far lavorare qualche ora F. alle sue cose e poi salire verso nord. Andiamo a vedere come sta la nostra casa che è sempre in vendita, o meglio all’asta, a controllare se Pirimpimpino è sopravvissuto all’inverno svedese, anzi due. Torniamo cambiati, come sempre tutti.
I nostri amici che vivono lì sono venuti a trovarci e siamo stati ad uno spettacolo di Halloween e poi a mangiare le tagliatelle al ragù. Gli altri amici stoccolmesi, che stanno a Ferrara, sono venuti due giorni di fila e il secondo giorno abbiamo continuato a giocare e a raccontarci, perché un giorno solo non basta. Loro, poi, sono tornati di nuovo, e questa volta a teatro con le bambine ho pianto, perché uno spettacolo che si intitola Casa tocca tante corde e gli adulti che si rincorrono mi emozionano.
F oggi è andato a Ferrara, i nodi a volte si avvicinano. Io ho comprato dei fiori che sembrano carciofi, tondi e gialli, perché al supermercato la vista del carrello nudo e freddo mi deprime.
“Buongiorno signora Dalloway”, mi dice appunto il mio amico F, che da Stoccolma si è spostato ad Amsterdam per un po’. Se non dovessi lavorare sempre, se non dovessimo rincorrere non si sa bene cosa, andrei a trovarlo. Pensavo a questo, sconcertata dalla scelta troppo, troppo vasta di detersivi. Due pareti di sgrassatori. Cosa vuoi che mi importi se sa di muschio. Mi importa il muschio vero.

Il ponteggio è stato smontato e Dino, che in Montenegro si chiama Dio “ma qui è un nome troppo strano per voi” è partito per Berlino. Ha detto che tornerà a finire un lavoro, lo aspetto per una scommessa che ho già vinto perché non smetterà di fumare. Suo fratello affronta da solo una malattia amara, scuote la testa mentre lo racconta.

C’è un ginko giallo bellissimo nascosto in un cortile una strada più in là. Ci cammino attorno fingendo di passare per caso. Da sola in cucina, ho silenziato un documentario sui vulcani della Rift Valley, vedo solo immense montagne sacre coperte di cenere sovrastare splendidi altipiani. Ho acceso una candela.

Un pensiero su “Giallo

  1. c’è UN passaggio, in particolare, che mi ha attivato le sinapsi, e non solo quelle.

    Ora vado a prendere l’albero di natale in cantina perché MI SA CHE QUEST’ANNO è finalmente l’anno giusto, sotto l’albero troverò quello che desidero! 😀

    VERO???

    Ovviamente no…vabbè…NON E’ CERTO LA PRIMA VOLTA!!!

    E comunque Dino è il nome di un mio amico che vive a Cosenza.

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