Siamo state in una foresta di tronchi verde brillante. C’erano anche foglie giganti su cui arrampicarsi, ma solo scalzi. Attorno c’erano renne e alci, però in un recinto, senza allegria e a ripensarci ecco perché non mi sono piaciute – preferisco incontrare i cervi per strada, in Abruzzo, d’estate. Anche L. le ha guardate con un entusiasmo che è durato poco, percepiva la finzione, credo. Ad un certo punto si è stancata, ha preso la rincorsa e si è lanciata sul passeggino, “vado a sdraiarmi”, ma l’ha ribaltato catapultandosi a terra e tuffandosi di testa sul cemento. Da lì è iniziato un pianto bitonale che è continuato fino all’uscita dal parco e per tutto il tragitto in tram; abbiamo costeggiato l’acqua a quell’ora splendida che sono le cinque del pomeriggio, le barche che si muovevano lentamente e attraccavano ai piccoli moli tra i chioschi come per fare aperitivo. Al primo piano del Kungliga Dramatiska Teatern, sulla terrazza, nel sole, alcuni fortunati facevano aperitivo davvero. Ho avuto la tentazione di scendere dal tram (sola) e unirmi a loro.
Il giorno dopo sono entrata da H&M per comprare delle tutine a M., che non si lamenta ma ogni tanto suppongo abbia freddo, o stia scomoda, negli abiti tutti sbagliati che ho portato per lei; in coda alla cassa è scoppiata in un pianto disperato, come non fa mai, ed urlava talmente forte che anche l’imperturbabile, giovanissimo commesso ha iniziato a sudare. Mi ha chiesto di pagare la spesa della signora straniera che mi precedeva, la cui carta di credito non funzionava e che mi voleva rimborsare in corone per le quali non avevo il cambio giusto, e non parlava, come me, lo svedese, ma anche in inglese non ci capivamo, e intanto M. strillava e il commesso si agitava ed io avevo caldo, molto caldo, con addosso la fascia ed M. e tutte quelle tutine di lana. Alla fine gli ho lasciato tutto sul bancone, “mi occupo della bambina e torno tra dieci minuti”; ma dopo averla allattata e addormentata mi sono incamminata verso casa, pensando che sarebbe stato bello fare, prima o poi, quell’aperitivo sul terrazzo. O arrampicarsi su una di quelle foglie giganti, sdraiarsi a prendere il sole, chiudere gli occhi un istante.
Delle tutine mi sono completamente dimenticata.
Non sono per niente stanca.


