Sulla fronte di Zorba

Forse ho trovato il nome.

Il nome è importante.

Ho creato una cartella sul mio desktop.
Si chiama Istrice.

“Perché proprio Istrice?”, mi ha chiesto F. una sera, nella strada dove iniziano tante cose, dove le immagino all’inizio, o mi accorgo che sono appena iniziate. Eravamo a cena.
“Perché è un animale che mi somiglia. E’ spettinato, è nottambulo, è fedele. Ed è onnivoro”.

“Quindi sei un istrice”
“Ci metterei l’apostrofo. Un’istrice femmina”
“Non so se vuole l’apostrofo”
“Io ce lo metterei comunque”
“Ok. E un’istrice come?”
“In che senso, un’istrice come? Un’istrice e basta”.
Ci ho pensato un po’ su.
“Anzi no, non sono solo un…porcospino, per fortuna. Purtroppo, o per fortuna…”
“Beh, direi per mia fortuna…”.

Abbiamo riso. Abbiamo bevuto e sognato, su varie cose, non strettamente legate alla mia identità di roditore.

Quindi adesso nasce. Come un’istrice, e non.

Per il momento è solo una cartella sul mio desktop, dove lo sguardo stupito del gatto Zorba guarda Fortunata come si guardano, per la prima volta, le cose che nascono.
Con occhi grandi, stralunati, pieni di domande.
Che è come continuo a guardarla io, che ancora non ci credo.

Ho spostato la cartella col cursore trascinandola vicino a quegli occhi. Sulla fronte di Zorba.

A quanto pare, sta davvero nascendo, il mio blog. Qualcuno che ci ha creduto più di me mi ha convinta a scriverlo, adesso che siamo in un momento di cambiamenti turbolenti e scosse telluriche, in partenza in tutti i sensi.

E’ uno spazio acerbo, e per l’appunto io mi sento un po’ goffa e spinosa nel muovermici.
Ma per fortuna, altrui e mia, e infatti, oltre ad un porcospino sono anche alcune altre cose.

Adesso che sono appena diventata mamma per la seconda volta, che ho messo in stand-by il lavoro per qualche mese (come se si potesse smettere davvero, radicalmente, di fare il medico – la mia risposta definitiva a questa domanda è no, e non mi dispiace) e proprio adesso che siamo in procinto di trasferirci in Svezia per un po’, mi sembra giunto il momento di dare uno spazio a questa istrice.

Che ho disegnato, ed è venuta fuori blu.

Faccio un bel respiro, prendo la rincorsa e poi…si parte.

8 pensieri su “Sulla fronte di Zorba

  1. Prima di trovare su gòoógle “istrice significato “, per un mero scambio di tasti (e di evidente disgrafia di una mente umana che avversa all’artificiale) ho scritto istrice “i” e premendo invio ho scoperto una gustosa quando dolceamara ricetta di istrice imbottito (non su giallozafferano ma su uno squisito blog di ricette kenyote, che loro di istrici se ne intendono).

    ma alla fine si impara anche e soprattutto dagli errori (truculenti) e abbiamo imparato che un istrice oltre a essere specie protetta (ma non in Kenia oserei dire) essere simbolo di fede, fiducia e essere animale notturno onnivoro, è pure bòno da magnà.

    Insomma, dell’istrice come del porco non si butta via nulla (eh signora mia ai miei tempi…), quindi benvenuta istrice blu, madre, donna, cristiana, Gggio… hem.

    aspettiamo presto il tuo ritorno, ma anche un breve aggiornamento poetico❤️

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