Magica

– Allora, questo è il mio bottopancia.
– Il tuo…non ho capito.
– Il mio bottopancia!
– Ah! E cosa sarebbe, il bottopancia?
– Un bottone qui, sulla pancia.
– Mmm, ok. E a cosa serve?
– Lo apri e ci puoi mettere dentro il pepe. E le stelle.
– Wow!
– E poi alla sera lo riapri e tiri fuori le stelle, così, pum! E le butti nel cielo. E viene tutto brillantoso. Anche al mattino lo puoi fare. Così è tutto bello brillantoso.

Pippi Calzelunghe apprezzerebbe l’idea.
Impossibile non parlare di Pippi, qui, in questa città e in questa casa.
I nonni ci hanno regalato la mitica bambola con le trecce rosse all’insù, ed è già parte della famiglia allargata che vive con noi, viaggia con noi in metropolitana, dorme sotto il nostro letto con un proprio intoccabile corredo di lenzuola e scende insieme a noi nel paurosissimo seminterrato a fare il bucato. La sua casa-museo non l’abbiamo ancora visitata; d’altronde, noi abitiamo a Villa Villacolle quindi non c’è fretta. Ci manca solo la veranda col cavallo, ma non è poi così improbabile che sia nascosta sul retro e non ce ne siamo ancora accorti.

L. ed S., la meravigliosa ragazza alla pari che ci accompagna nei primi due mesi di questa trasferta, hanno deciso di colorare un po’ l’atmosfera ricoprendo con i nostri disegni le stampe e le fotografie a dir poco cupe che arredano la casa. Dopo due giorni va già molto meglio. Adesso ci sono medaglieri di stelline e acquerelli maldestri in ogni dove.

Questa sera L. ha chiesto di ascoltare la Pippi Calzelunghe Compilation un milione di volte.

-Voglio imparare questa canzone per papà. Gli faccio una sorpresa quando torna.

E nel corridoio la sentivo saltellare e cantare
“Forse non lo sai,
ma io qualche volta divento magica…”

Che è una delle cose che possiamo imparare, in effetti, dai bambini.
Ad essere pieni di pepe e brillantosi.
Un po’ magici.

Un pensiero su “Magica

  1. Oltre al pistacchio sono allergico per finta anche ai brillantini, infatti periodo di Natale mi guardo sempre intorno in maniera preoccupata.

    Prendi appunti lesta.

    E prendi appunti pure sul fatto che la versione italiana della sigla di Pippi è cantata da Isa DI MARZIO (hai letto benissimo). Ok, è uno pseudonimo, però quante probabilità c’erano di passare da MALCOTTI a DI MARZIO?

    Il destino è sempre molto simpatico

    Cari saluti! 😀

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