Potrai pur dire qualcosa. Se sei online, sul web, su un solo social o due o tre o dieci, se ci passi tempo e investi tempo, se qualcuno ti guarda e ti legge e ti ascolta. Potrai dire qualcosa su quello che sta accadendo. Dovrai pur farlo. Come fai a non farlo. Come. Qualcuno me lo spieghi. Come si fa ad andare avanti come se nulla fosse. Come se non ci lambisse – se non ci tocca direttamente. Come è possibile non dire nulla, fingere che nulla stia accadendo. Dall’altra parte del mare. E se anche fosse dall’altra parte del pianeta. Tutto questo dolore, questo fuoco, questo sangue questo ammattire. Spiegatemelo vi prego.
Non dico che io senta questa come una responsabilità, in un blog mio minuscolo che frequentiamo forse in dieci, ma come una esigenza sì. Devo dire che mi fa male il cuore. Che prego anche se come sempre non sono capace. Che spero e mi chiudo a riccio, per difendermi da cose che non posso e non voglio e non so sapere.

Sarò molto crudo e pratico, anche perché ho già speso PARECCHIE parole sull’argomento, magari appena riesco provo a recuperarti il post che scrissi anni fa.
La questione è semplice, al netto del mio essere sostanzialmente d’accordo nel tirare fuori quello che pensiamo, in valore assoluto, devo invece purtroppo dissentire sull’affidare tali pensieri alle piattaforme social, “all’online”, in valore RELATIVO.
Per esigenze di sintesi mi limiterò a ricordarti (perché lo sai già) una semplice regoletta: sui social gli unici che possono PIU’ O MENO spostare gli “equilibri” sono gli influencer, proprio così, non servono a una minchia sti cristiani E INVECE incredibilmente il loro nome deriva da un reale influsso che hanno sulla massa, sui grandi numeri, perché (triste a dirsi) ma la realtà è questa, fra la totalità degli utenti social, l’ENORME maggioranza è composta da gente che non è istruita, o è comunque MOLTO limitata, sono brutte parole ok ma credimi se ti dico che (purtroppo) macino centinaia e centinaia di commenti ogni giorno e la situazione è anche peggio di come la descrivo.
Questa gente è la stessa che va, o non va, a votare, tanto per dirne un’altra, e sono proprio loro quelli facilmente manipolabili dagli influencer di turno, personaggi dello spettacolo, sportivi, politici, in realtà potresti esserlo anche tu, dal momento che continuamente mi capita di vedere perfetti sconosciuti che con uno o due post hanno creato un forte engagement e si sono ritrovati la bacheca strapiena di gente, e in quel caso ti darei ragione, se tutti questi perfetti sconosciuti lasciassero i loro pensieri (e tranquilla che… LO FANNO, fidati :D… sta gente non perde MAI occasione di dire la loro sui trend topic del momento) sulle loro piattaforme social, arriverebbero alla massa, nascerebbero delle interazioni e per magia ti ritroveresti il contenuto spapazzato in faccia senza bisogno di cercarlo, ma anche lì, il risultato è vario, se di RISULTATO si può parlare.
Parlavo di utenti limitati, di gente manipolabile, eppure non è mica detto che un post possa sortire un effetto da pifferaio di Hamelin, il lettore potrebbe tranquillamente avere delle idee granitiche, idee che potrebbero addirittura diventare ancora più solide in caso di letture in contro tendenza alle stesse.
In buona sostanza, non c’è una formuletta matematica, o chimica, o magica, che governa la faccenda e che ci porta all’outcome migliore, per questo più su ho scritto “più o meno”.
Affidare un pensiero alle piattaforme social ti permette di rifletterci su mentre lo elabori, durante la stesura e anche in seguito alla condivisione effettuata, tramite lo scambio con i contatti (che per le persone “comuni” DI SOLITO sono conoscenti, amici e parenti, tutta gente che IN LINEA DI MASSIMA dovrebbe essere concorde con quanto condiviso) ma finisce lì…
A quel punto, dico io, MOLTO meglio condividere quando si è in compagnia REALE di amici e conoscenti o parenti, perché in assenza del filtro che in questo stesso istante sta impedendo anche a me di procedere con un UMANO flusso di coscienza, a favore di decine di riletture e correzioni di quanto espresso, si ottengono degli scambi più genuini (il filtro è bilaterale, si attiva anche quando l’interlocutore si prepara a scrivere il commento in risposta).
Nella realtà, ok, ci puoi pensare qualche secondo in più, ma poi quello che devi dire lo dici e basta, o stai in silenzio…
Ho realizzato solo adesso un paio di cose, vabbè una è facile, dico sempre che sintetizzo e poi arrivederci… La seconda invece è relativa alla prima frase che ho scritto, stavo pensando “ma non è che si aspettava di leggere la mia visione cruda e pratica sulla SITUAZIONE in sé e non tanto sul discorso dell’affidare i pensieri alle piattaforme social?”.
Sono una minchia come sempre, ecco le certezze della vita che ci danno stabilità.
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