Ciao da qui

Rincorrersi. Ricorrenze. “Ci vediamo a casa”, cinquecento chilometri più giù. Ci ritroviamo a cena, la zia R ha in testa un mio elastico per capelli di alcuni anni fa, ed io uno suo dimenticato, invece, su, in uno scambio ignaro e circolare. Presenze perpetue in una casa piena, bella, parlante. Ci manchi da morire, nonna A, scusaci se non siamo venuti a trovarti al cimitero neanche questa volta, ma preferiamo stare dove ti sentiamo di più, dove riviviamo te e le tue scelte, le tue cose così amate, i tuoi passaggi, le tue fatiche, le tue parole. Poi mi spieghi come hai fatto, a restare impressa così. Qui c’è chi si rabbuia a tratti e chi per ore, chi si muove e chi parla come te, con la tua stessa identica voce, vezzeggiando i piedi di un neonato. Cosa gli avresti detto, come avresti saputo amarlo! Le bambine saltano dappertutto e il patio è colorato, ci ritroviamo per un gelato e come ti sarebbe piaciuto. Qui si declinano forme morbide e ampie di sorellanza, e di maternità. Riscriviamo, tutti, i ricordi per renderli più sopportabili, resta la dolcezza. Ci manchi e ci sei, in un modo che davvero, poi mi spieghi come fai. Ciao da qui, nonna A.

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